Il concept del progetto è quello di riproporre una forma cara alla tradizione locale, la forma a Corte, in chiave contemporanea, infatti l’edificio sorge attorno ad un vuoto centrale, lo spazio del giardino

Altro cardine progettuale è il  manto di copertura che non svolge più soltanto la funzione di tetto, ma diventa anche “pelle” rivestendo interamente il prospetto nord e quello a sud. Il progetto della Villa si trasforma allora nel progetto della copertura, il vero punto di forza, una sorta di pelle che ricopre l’intero oggetto architettonico della villa. La copertura si fa portatrice di una duplice innovazione e reinterpretazione della tradizione locale, da un lato a livello formale, dall’altro a livello materico. Analizzando il primo livello, si nota fatti come la forma proposta sia quella di una falda inclinata, che richiama la tradizione lombarda, ma mediata dal linguaggio architettonico contemporaneo, con gli estremi più alti e il punto centrale di raccordo più basso. Analizzando il secondo livello, si comprende come il trattamento della copertura faccia riferimento ad un altro elemento della tradizione locale, quello del tetto in tegole di cotto, ancora una volta reinterpretate. Si tratta infatti di un particolare tipo di tegole artigianali con una colorazione variegata, che va dai toni del rosso a quelli del testa di moro.

 

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